San Sebastiano

San Sebastiano è una delle mie feste preferite, perché celebriamo la messa nella minuscola cappella antica nel borgo di Nirasca. È un luogo meravigliosamente intimo, tutti sono vicini e partecipano sempre molti parenti delle poche persone che ancora vivono qui. E dopo la messa, le persone vanno insieme a bere un caffè, passando di casa in casa, bevono vino, mangiano, chiacchierano, stanno insieme. È meraviglioso.

San Sebastiano (Narbona, 256 – Roma, 20 gennaio 288) è stato un militare romano, martire per aver sostenuto la fede cristiana; venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è oggetto di un culto antico.

San Sebastiano è invocato come patrono delle Confraternite di Misericordia italiane, poiché si rileva in lui l’aspetto del soccorritore che interviene in favore dei martirizzati, dei sofferenti (l’agiografia vuole che fosse proprio lui a soccorrere i suoi colleghi uccisi in odio alla fede cristiana e/o a provvedere almeno alla loro sepoltura). Questo tipo di confraternita infatti ha tuttora un preciso carisma assistenziale e gestisce direttamente, con l’opera dei propri volontari, una fitta e variegata rete di servizi socio-sanitari di precisa ispirazione e collocazione cristiana e cattolica. San Sebastiano è anche patrono degli Agenti di Polizia locale e dei loro comandanti, ufficiali e sottufficiali (Breve apostolico del 3 maggio 1957 di papa Pio XII) e degli schützen. Storicamente, a seguito dei Patti Lateranensi, divenne patrono della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. (https://it.wikipedia.org/wiki/San_Sebastiano)

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